Stimo molto Cinzia Felicetti, da tempo, molto tempo. Ho apprezzato in modo particolare il suo editoriale che riporto quasi integralmente:
"Una delle parole ricorrenti tra le pagine del nostro giornale è l'aggettivo "chic". Ma che cosa significa precisamente questo monosillabo di origine francese, utilizzato per definire pregi come raffinatezza e distinzione?
Di certo, la sua valenza semantica non si limita al marchio dell'abito indossato, alla cilindrata dell'auto parcheggiata in garage o ai carati del diamante sfoggiato all'anulare. Al contrario, qualifica una persona nel suo complesso ed è legata a valori come sensibilità/educazione piuttosto che al saldo del conto in banca.
La scrittrice Marianne Williamson descrive questa eleganza come "un misterioso magnetismo personale, un'energia invisibile, capace di produrre effetti tangibili". Non si tratterebbe quindi - a dispetto delle apparenze - di una virtù formale o frivola, ma di una qualità che presuppone una solidissima pace interiore, ovvero uno stato di coscienza superiore.
Proprio l'armonia tra intelletto, cuore, volontà, anima e corpo crea in alcuni illuminati - letteralmente - una distintiva "luccicano", come ama definirla il mio amico Diego Dalla Palma. E quel certo je ne sai qui li accompagna anche quando portano a passeggio il cane, estraggono i piatti dalla lavastoviglie, si trovano intrappolati in una discussione animata o in fila al supermercato.
Le persone chic si muovono con naturalezza, non sono tormentate dal novello di aver detto o fatto la cosa giusta, né dalla pulsione di compiacere e accontentare tutti. Dotate di una sana autostima, non temono la solitudine e - forse esattamente per questo - esercitano sugli altri la stessa forza di attrazione di un magnete. Fiere della loro unicità, appagate da una bellezza spesso imperfetta, ma caratterizzante e non omologata, risultano nutrite da una curiosità colta e da un entusiasmo contagioso. Non si limitano a vivere passivamente la Vita. All'opposto, la celebrano, sintonizzate sul tempo presente e consapevoli dell'armonia nascosta nei dettagli semplici, discreti e quotidiani dell'esistenza. Quelli invisibili ai più." Cinzia Felicetti.

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